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Totò non c’è più?

Dice che sono passati 50 anni e purtroppo è proprio vero, il 15 aprile 1967 ci lasciava il Principe Antonio De Curtis in arte Totò.

Sarà che i suoi film ormai li conosciamo a memoria, sarà che le sue battute sono entrate nel nostro quotidiano ma sembra che sia ancora tra noi, pronto a farci ridere ancora. Sicuramente il suo genio avrebbe potuto regalarci tantissimi altri momenti d’ ilarità ma il destino ha deciso altrimenti e ci dobbiamo “accontentare” di rivedere instancabilmente le opere che ci ha lasciato.

Molte sono le iniziative per questa ricorrenza, naturalmente chi non poteva ricordalo meglio se non la sua città? Fino al 9 luglio a Napoli è stata allestita una mostra “Totò Genio” dove sono raccolte tantissime rarità e curiosità. La vità di Totò è stata tutt’altro che noiosa, quindi tra professione e privato le cose da ammirare sono tante.

Un grande riconoscimento è arrivato anche dall’Università degli Studi di Napoli Federico II che, su suggerimento di Renzo Arbore, ha conferito ad Antonio De Curtis la Laurea honoris causa alla memoria in “Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria”.

Un’artista che ha spaziato dal teatro al cinema, dalla musica alla poesia. Chi non ricorda ” ‘A livella” ? Ma raccontare tutto su Tòtò in questo piccolo articolo sarebbe impossibile. V’invito a fare ricerche sul web. Io ho trovato questo sito pieno di tante informazioni, aneddoti, foto e una biografia abbastanza dettagliata.

Amo Totò, penso si sia capito, ed anche mentre sto scrivendo queste due parole mi sto rivedendo un suo film: “Totò Destinazione Piovarolo” del 1956.

Ritratto trovato sul web

 

La Scarzuola

Oggi voglio condividere con voi la scoperta, girando per il web, di questo posto surreale. Penso sia un luogo decisamente interessante e che oltre l’architettura regali anche dei bei panorami. Sicuramente è una meta da aggiungere alla mia agenda dei piccoli viaggi.

Montegabbione, località nel cuore dell’Umbria, è conosciuta ai più per la presenza del convento dove dimorò S. Francesco. Il convento, dopo vari proprietari , fu acquistato nel 1957 dall’architetto Tommaso Buzzi. Questi lo inglobò nella sua bizzarra “Città Ideale” : la Scarzuola.

La città è un posto misterioso, magico e surreale. Si dice che appaia diversa ogni qual volta la si visiti. Sviluppa dentro una spirale formata da pergolati e terrazzamenti. Fare un riassunto della sua architettura è quasi impossibile data la varietà e la molteplicità dei suoi elementi. Anche lo stesso architetto la definì ” un’antologia di pietra”. Ogni costruzione, statua o particolare ha un suo significato e riconduce a stili del passato rivisitati dal genio del Buzzi. Tutte queste costruzioni surreali (sproporzioni delle misure, uso di statue  “mostruose” ,simbolismi…) egli le identifica nello stile che chiama neo-manierismo.

L’architetto morì nel 1981 e non terminò l’opera. Grazie ai suoi schizzi, però, lo fece suo nipote Marco Solari che è anche (a detta di molti) la “singolare” guida del luogo.

Secondo me prima di visitarla e goderne a pieno si dovrà studiare ancora un po’ 😀